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Per gli insegnanti

Per gli insegnanti

Cari Insegnanti,
Gruppo Alcuni oltre ad offrire attività studiate per i ragazzi vuole approfondire il tema di come lavorare per promuovere in modo concreto una “cultura dell'infanzia”, sviluppando in modo particolare i temi collegati alla comunicazione.
Comunicazione intesa come acquisizione, da parte dei ragazzi, di una capacità critica nell'uso e nella codificazione dei linguaggi e il conseguente sviluppo di capacità di comprensione e di interpretazione della realtà che si trovano a vivere.
In questo momento stiamo lavorando al “Progetto Acqua H2Oooh!” che si occupa del tema dell'acqua e dei problemi ad essa collegati. All'interno di questo progetto si è proposto agli insegnanti un corso gratuito di formazione con l'obiettivo:
- di avviarli allo sviluppo di competenze per la progettazione e gestione di percorsi laboratoriali di educazione mediale, tenendo conto dei linguaggi, dei metodi e delle tecniche di rappresentazione-interpretazione della realtà;
- di avviarli allo sviluppo di competenze documentative utilizzando la multimedialità come strumento di narrazione delle esperienze didattiche; la Rete e gli strumenti tecnologici per costruire un circuito comunicativo in grado di implementare conoscenze e riflessioni sulle pratiche.
Il corso (a numero chiuso) è stato tenuto da Marina De Rossi, Laura Messina, Corrado Petrucco, afferenti al Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Padova e da Gruppo Alcuni.
Il corso, che si è articolato in 6 incontri della durata di 3 ore ciascuno, si è svolto presso il “Parco degli Alberi Parlanti” a Treviso tra novembre 2008 e gennaio 2009.
Le lezioni sono state sia di carattere teorico – con interventi e suggerimenti interessanti degli esperti di Gruppo Alcuni e dei professori dell'Università di Padova - , che di carattere pratico.
Gli insegnanti, infatti, sono stati coinvolti in prima persona nella realizzazione dei disegni per la creazione finale di un corto in animazione sul tema dell’acqua.
Un incontro è stato esclusivamente dedicato anche all’utilizzo del programma Toonz (software leader nell’animazione professionale), applicato ai disegni realizzati dai partecipanti.
Inoltre, filo rosso di tutti gli appuntamenti è stata la documentazione dei momenti di confronto, di discussione e di dibattito tra i docenti e del lavoro pratico svolto durante gli incontri.
Da un questionario d’indagine somministrato ai partecipanti è emerso che il corso è stato soddisfacente e stimolante per la maggior parte degli insegnanti; sono stati apprezzati soprattutto gli interventi degli esperti, i consigli tecnici, le modalità di svolgimento dei meeting e il tipo di programma proposto.



Vi proponiamo un interessante articolo scritto dalla Prof.ssa Laura Messina* per riflettere su queste tematiche e sulle valenze didattiche del “Progetto Acqua H2Ooooh!”.

Temi sociali e cartoon

Laura Messina

Se pensiamo alla quantità di “messaggi”, spesso contraddittori, con cui sistematicamente i media “bombardano” i ragazzi, non dovrebbe stupirci quel che la ricerca da tempo sostiene, vale a dire che l’informazione ha sempre meno presa e, in un certo senso, “scivola” su di essi.
Gli esempi in proposito potrebbero essere innumerevoli, ma basta pensare a un tema attualmente rilevante qual è l’educazione alla salute, dove alle comunicazioni di pubblicità sociale rivolte alla sana alimentazione o ai rischi da alcol, tanto per citarne alcune, e dirette al bene personale e collettivo, fanno da contraltare molteplici messaggi, in primis pubblicitari e filmici, ma ormai anche home made e trasmessi via web, indirizzati al consumo di alimenti – un consumo sovrabbondante, ricco, lussuoso, sprecone … – o di bevande alcoliche e superalcoliche.

Il tessuto comunicativo è ulteriormente complicato da messaggi “ambigui”, dove campagne su temi sociali rilevanti, ad esempio la sicurezza stradale, consentono di promuovere indirettamente il primo responsabile che può minarla, l’alcol, in forme spesso poco dissuadenti e forse senza volerlo “ammiccanti”.

In un così composito tessuto comunicativo, non fa eccezione il problema dell’acqua, cruciale per l’esistenza di milioni di persone1, della cui penuria e dei conseguenti effetti di miseria e morte esistono molteplici testimonianze anche iconiche, alle quali fa da contrappunto lo spreco dei paesi industrializzati, adusi a piscine, idromassaggi, acque minerali, ecc.

Come sensibilizzare i nostri ragazzi al tema sociale dell’emergenza dell’acqua, per di più difficilmente avvertito nella quotidianità dei nostri contesti di vita?

L’unica strada percorribile perché l’informazione tocchi  i ragazzi è quella di coinvolgerli personalmente in attività di formazione2. Nella fattispecie, mi riferisco ad attività laboratoriali basate sui linguaggi dell’immagine3, cui la società nella quale viviamo – la Società dell’Informazione e della Comunicazione – affida per gran parte i suoi messaggi, e in particolare, trattandosi nel nostro caso di giovanissimi, sul linguaggio del cartone animato, maggiormente vicino alla loro sensibilità4.

Le immagini in movimento hanno sempre esercitato un fascino particolare su bambini e ragazzi – il movimento è il più forte richiamo visivo dell’attenzione5 – e particolarmente le anime disegnate6, che si muovono nello scorrere del tempo, la quarta dimensione, permettendo loro di entrare nelle storie visive, di viverle, di reinventarle, certamente fantasticando, ma anche ragionandoci sopra7.

Anche nell’era dei new media, in cui sembra che le pratiche mediali siano votate allo “smanettamento” digitale, proporre attività didattiche su cui si basa il video d’animazione – l’ambientazione di una storia, la caratterizzazione dei personaggi, lo storyboard – significa concretizzare quella scuola del laboratorio che intende la conoscenza come “elaborazione attiva” e l’apprendimento come “(ri)costruzione e (ri)scoperta del sapere”8 e che privilegia, quindi, la pratica del “fare”. Ed è solo facendo che i ragazzi possono riuscire a “prendere in mano”, e in carico, problemi anche scottanti. Il laboratorio dei “segni animati”, proprio per lo stile caricaturale9 che li caratterizza, può quindi configurarsi come luogo privilegiato per trattare con “leggerezza” temi sociali pregnanti, qual è quello dell’acqua, consentendo ai ragazzi di proporsi e cimentarsi nel ruolo di produttori “di conoscenze cooperative e di emozioni condivise”10.

Note:

* Professore Associato di Pedagogia

1. Non dimentichiamo che il 22 marzo di ogni anno viene celebrata in tutto il mondo, dal 1993 su  iniziativa delle Nazioni Unite, la giornata internazionale dell’acqua, che nel 2003 sono state avviate le celebrazioni dell’anno internazionale dell’acqua e che il 23 Dicembre 2003 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione, dichiarando il 2005-2015 Decennio Internazionale dell’Acqua: “Water for Life”.

2. Galliani L., Messina L. (2008, maggio), Rappresentazioni dell’alcool. Contributo presentato al Convegno  “Sfrenati dall’alcol”, Padova-Fiere, Aula Carraresi.

3. Messina L. (2000), Percezione e comunicazione visiva, Padova, Cleup.

4.Messina L. (a cura di) (2005), Andar per segni. Percorsi di educazione ai media, Padova, Cleup, pp. 50-51.

5. Arnheim R. (1974), Arte e percezione visiva, Feltrinelli, Milano 1984.

6. Raffaelli L. (1995), Le anime disegnate. Il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi, Roma, Castelvecchi.

7. Tonegato P. ( 2005), Movimenti di segni: Il Cinema d’animazione. In L. Messina (a cura di), Andar per segni. Percorsi di educazione ai media, Padova, Cleup.

8. Bertolini P. (1996), Dizionario di pedagogia, Bologna, Zanichelli, p. 295.

9. Con caricatura o stile caricaturale si intende quel particolare modo di rappresentare la realtà che è rivolto a cogliere “l’essenza di un certo oggetto rappresentato”, senza necessariamente perseguire intenti satirici. La “caricatura”, l’immagine schematica di un oggetto o personaggio, corrisponde alle forme essenziali, prototipiche, con cui la nostra mente si rappresenta gli elementi della realtà, le quali sono costituite da tratti essenziali degli oggetti e dalle relazioni fra i tratti stessi. Vedi, in proposito, Argenton A. (1996), Arte e cognizione. Introduzione alla psicologia dell’arte, Milano, Raffaello Cortina, pp. 148-152.

10. Galliani L. (2005), Presentazione. In L. Messina (a cura di), Andar per segni. Percorsi di educazione ai media, Padova, Cleup.